Personalità ossessivo compulsiva

Personalità ossessivo compulsiva

Le prime osservazioni sulla psicologia ossessiva

  • Storicamente considerata e inclusa tra le nevrosi
  • Freud descrive il carattere ossessivo come parsimonioso, ostinato, ordinato, perfezionista, puntuale, meticoloso, incline all’intellettualismo.
  • Janet si sofferma sugli aspetti di rigidità, inflessibilità degli ossessivi, che sono inoltre personalità coscienziose, amanti dell’ordine e della disciplina, con precise esigenze morali.

Le compulsioni nella psicopatologia

  • Ogni manifestazione psicopatologica si caratterizza per delle componenti compulsive, come l’evitamento dello schizoide, la diffidenza del paranoide….
  • Ma solo quando è presente in modo prominente l’annullamento siamo di fronte a un comportamento compulsivo nel senso che rispecchia la dinamica o l’organizzazione ossessivo compulsiva.

Freud

  • (1908) osserva che nell’infanzia queste persone presentavano sul piano fisiologico un’ipersensibilità nell’area rettale.
  • Osserva inoltre che molti degli aspetti caratterizzanti la personalità oss comp come la pulizia, l’ostinazione, le preoccupazioni per la puntualità e la tendenza al ritiro rappresentino delle modalità associate alla pulizia delle proprie parti intime.
  • I pz oss comp di Freud nella loro infanzia erano state spinte troppo precocemente al controllo intestinale oppure con modalità troppo dure o in un clima di eccessivo coinvolgimento genitoriale.

Conflitto affettivo centrale

  • Conflitto tra rabbia (per il controllo) e la paura di essere puniti
  • Affettività repressa, muta, inaccessibile, moralizzata
  • Le parole per l’ossessivo non servono ad esprimere i sentimenti ma a dissimularli!
  • La rabbia può essere accettata solo se considerata ragionevole e giustificata (noi percepiamo questa rabbia, il pz se la percepisce la razionalizza o la nasconde)
  • La vergogna: hanno grandi aspettative su di sé che proiettano sul terapeuta. Insieme alla rabbia è l’altro sentimento che può essere nominato ed esplorato dal terapeuta senza suscitare protesta o diniego.

Sentimenti ed emozioni

  • Svalutati perché considerati puerili, infantili, associati alla debolezza.
  • Possono vivere male quelle situazioni particolarmente caratterizzate da emotività, da sensazioni fisiche e dalle fantasie…
  • Sono capaci di vivere attaccamenti affettivi importanti e possono esprimere la tenerezza ma la vivono provando vergogna e ansia oppure possono trasformarla in senso più cognitivo.

Difese principali

  • Isolamento dell’affetto: la difesa prevalente degli ossessivi
  • L’annullamento: la difesa principale dei compulsivi (annullamento di un crimine)

Razionalizzazione, Moralizzazione, Compartimentalizzazione, Intellettualizzazione: sono le versioni più «evolute» e meno «primitive» dell’isolamento.

  • Spostamento: della rabbia dalla fonte originale su un bersaglio tollerabile può far sì che ammettano tal sentimento
  • Formazione reattiva: 333 McWilliams

L’ambiente familiare

  • Pongono standard elevati di comportamento e la richiesta di adeguarsi con rapidità
  • Possono essere rigidi e coerenti nel premiare i buoni comportamenti e punire le condotte scorrette
  • Centrali i problemi di controllo nelle famiglie degli ossessive (non solo sugli aspetti anali come sosteneva Freud ma in ogni fase dello sviluppo psicosessuale): i due opposti
  • Famiglie ipercontrollanti o con educazione lassista (Beres, 1958)

Sottotipo introiettivo e anaclitico

  • Il primo basato sul senso di colpa, il secondo sul senso di vergogna, apparire perfetti agli occhi degli altri (non ai propri occhi e alla propria morale interna)
  • Il secondo sottotipo mostra quindi la sua radice narcisistica
    1. Mi aspetto un comportamento più maturo da te!
    2. Cosa penserà la gente se sei così …?

Il sé ossessivo – compulsivo

introiettivo

  • «Profondamente preoccupate dai problemi di controllo e di rettitudine morale, tendono a definire la seconda nei termini del primo: comportarsi bene significa tenere sotto stretto controllo le parti di sé aggressive, licenziose e bisognose. La loro autostima si basa sull’obbedienza alle richieste delle figure genitoriali interiorizzate che pongono standard elevati di comportamento e, a volte, anche di pensiero. Sono molto apprensivi, specialmente quando devono fare una scelta, ed è facile che restino paralizzati quando l’atto di scegliere contiene implicazioni significative.»

Anaclitico Spitz : depressione anaclitica

  • «Sono maggiormente preoccupati, anche se il centro della loro preoccupazione è più esterno. La decisione perfetta è quella che nessuno potrà criticare»

Transfert e Controtransfert

T: l pz si può percepire il ter come un genitore devoto ma giudicante, di cui coglie a livello conscio la compiacenza ma a livello inconscio l’opposizione.
Il pz può essere polemico, controllante e può sentirsi risentito per il fatto di dover pagare a fine seduta. Atmosfera di velato criticismo.
Coscientemente sono inconsapevoli della loro negatività.
CT: il ter può provare insofferenza, essere infastidito, avere il desiderio di scuoterli, di far emergere i loro sentimenti. Si può avere la sensazione di essere insignificanti, annoiati.
Sia pz che terapeuta possono vivere una sensazione di dubbio rispetto alla possibilità di ottenere dei risultati dalla terapia.

Il trattamento

  1. E’ necessario creare un’atmosfera di calore alla base: il pz ha bisogno di sentire l’atteggiamento perseverante e non giudicante del terapeuta. Normale gentilezza.
  2. Cogliere e interpretare la vulnerabilità alla vergogna.
  3. Evitare di dare consigli* e criticare: evitare di rappresentare l’equivalente terapeutico del genitore controllante.
    * Ad eccezione dei casi con compulsioni pericolose.
  4. Evitare l’intellettualizzazione: comprendere le dinamiche emotive del pz, più che comprenderle a livello intellettivo. Attenzione alle interpretazioni precoci! Ricorrere piuttosto all’immaginazione, al simbolismo e a una comunicazione «artistica» per favorire la dimensione affettiva.
  5. Il ter deve essere disponibile ad aiutare il pz a esprimere la propria rabbia e le proprie critiche nei confronti della terapia e del terapeuta. Potrebbero essere utili dei commenti preparatori.

Bibliografia essenziale di riferimento

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