La diagnosi analitico corporea

La diagnosi analitico corporea

Che cosa ci serve per fare una diagnosi personalizzata ?

  • STARE IN RELAZIONE CON IL CLIENTE COME ESSERE UNICO E IRRIPETIBILE E CREDERE NELLE NOSTRE PERCEZIONI EMOZIONALI E CORPOREE – IMMAGINI E PENSIERI
  • COGLIERE LO STILE DI ATTACCAMENTO DEL CLIENTE
  • LEGGERE LA SUA PRESENZA CORPOREA-ENERGETICA- ESPRESSIVA – POSTURALE (CORRISPETTIVO DELLE DIFESE DELL’IO E DEL MODO DI STARE AL MONDO)
  • COGLIERE IL MOTIVO DELLE SUA CRISI E LE POSSIBILITA’ DI CAMBIAMENTO
  • La diagnosi è strutturale perché individua le strutture caratteriali e differenziale perché differenzia le strutture caratteriali.
  • Nonostante ciò non ci può essere una struttura caratteriale uguale ad un’altra.
  • In questo senso la diagnosi in psicoanalisi è un percorso a due ed una costruzione di ogni singolo caso clinico sia che ci muoviamo nell’ambito di una esistenza che sostiene (come nelle nevrosi) o che invade (come nella paranoia ) o che è lacerante (schizofrenia) Jacques Lacan

Bion afferma che l’analista debba mettersi in ascolto del paziente senza memoria e senza desiderio perché memoria e desiderio possono generare false conoscenze. Quindi l’assenza di memoria fa sì che noi non interpretiamo il paziente attraverso la diagnosi mentre l’assenza di desiderio fa sì che non ci aspettiamo che il paziente faccia quello che desideriamo noi per lui.
Anche se la diagnosi ci permette di sapere in quale area del continuum tra psicosi e nevrosi stiamo operando non deve togliere nulla alla soggettività del paziente ed alla unicità della relazione terapeutica.

  • La diagnosi psicoanalitica è costruita attraverso l’ascolto attento delle parole del paziente e della risonanza transferale. Come il paziente trasferisce i suoi modelli relazionali primari nella relazione con il terapeuta.
  • L’analisi corporea introduce nella diagnosi prima e nella terapia (ma la diagnosi e già terapia) una focalizzazione sul corpo come lettura del non verbale corporeo del paziente e sul proprio corpo. Ascolto del corpo del terapeuta che diventa attento strumento di percezione delle risonanze emozionali della presenza del paziente.
  • Il corpo come strumento di ascolto attraverso le risonanze emozionali.
  • La maggiore attenzione del terapeuta al corpo è una risorsa aggiuntiva in fase diagnostica per leggere con più efficacia i sentimenti del paziente ed i messaggi impliciti della comunicazione.
  • Per utilizzare questo non è necessario essere terapeuti ad indirizzo analitico-corporeo. Qualsiasi terapeuta, indipendentemente dal suo metodo di base, può sviluppare queste competenze

L’analisi corporea è un metodo che combina psicoterapia verbale e corporea. Un obiettivo di questo approccio è l’integrazione della persona, basata sul fatto che mente e corpo formano un’unità.

metodologia analisi bioenergetica
  • Costruisce la lettura della struttura caratteriale e relazionale complessiva del cliente. Attraverso la comprensione del suo stile di attaccamento che si esprime nel transfert emotivo e corporeo, evidenzia il suo vissuto esistenziale e le difese dell’Io.
  • In questo approccio diagnostico si dà particolare attenzione alla lettura del corpo e del comportamento non verbale come corrispettivo della struttura caratteriale.

La Diagnosi Caratteriale, la struttura caratteriale e personalità

La diagnosi caratteriale mette in primo piano LA STRUTTURA CARATTERIALE. Transfert mentale e corporeo del paziente ed il (transfert indotto/evocato) controtransfert del terapeuta. Le qualità somatiche ed espressive del paziente, aspetto fisico generale, livello energetico, occhi, movimenti, respiro, voce, tessuti.
Le qualità psichiche del paziente: presenza-assenza, responsabilità, confini, umorismo, verbalizzazioni, sessualità
Struttura caratteriale e meccanismi di difesa / modelli di attaccamento/ coesione di sè e autostima/ conflitti/ perdite non elaborate/ aree di arresto evolutivo/ aspetto fisico ed energetico
Obiettivi e aspettative del paziente e del terapeuta
LA PERSONALITA si arricchisce di quelle componenti stabili che rendono ogni persona unica come l’indole e l’attitudine.

STRUTTURE CARATTERIALI
Schizoide – Orale – Masochista –
Narcisista Psicopatico – Rigido

La struttura caratteriale diventa un’organizzazione della difese dell’io e l’espressione del miglior compromesso che abbiamo potuto raggiungere tra il nostro bisogno di dare e ricevere amore e le risposte dell’ambiente in cui siamo cresciuti.

Funzione difensiva della struttura caratteriale

  • La difesa nasce quindi per superare l’ansia che la risposta negativa dell’ambiente al nostro bisogno produce. Tanto più è diffusa e precoce quest’ansia, tanto più sono profonde e strutturate le difese che devono contrastarla.
  • Il carattere schizoide evita il contatto.  A lui è stato negato il diritto di esistere.
  • Il carattere orale riesce a stabilire una intimità unicamente per soddisfare il suo bisogno di calore e aiuto.  Gli è stato negato il diritto ad essere nutrito.
  • Il carattere psicopatico riesce ad entrare in contatto solo con chi ha bisogno di lui, in modo da poter controllare la relazione. Ha sperimentato la negazione del diritto di essere sostenuto nella propria identità.
  • Il carattere masochista stabilisce un rapporto con un atteggiamento di sottomissione.  La paura tipica del masochista nasce da una convinzione: che l’espressione di un sentimento negativo, o il riconoscimento della propria libertà, provochi la rottura del rapporto e la perdita del contatto intimo. La negazione sofferta riguarda il diritto di essere libero.
  • Il carattere rigido rimane sempre sulle difensive.  In questo modo l’intimità ed il coinvolgimento emotivo nelle relazioni è sempre parziale. L’ultimo piano della sua casa emotiva rimane inaccessibile. L’eziologia della problematica si trova nel complesso edipico, nell’angoscia di castrazione, nel senso di colpa e nell’odio represso.
  • La struttura del carattere di un individuo rappresenta il miglior compromesso raggiunto nei primi anni della sua vita. Raramente osserviamo una struttura caratteriale pura ma un mix di strutture dove una può essere prevalente

Le Paure

  • Avere paura è una cosa del tutto normale.
  • Se non ci fosse la paura, la nostra vita sarebbe continuamente a rischio. La paura è quindi un’emozione che serve per difenderci. Quando è esagerata rispetto alle circostanze diventa una fobia.

La Fobia

  • La fobia può essere definita come la paura verso un oggetto, una attività o una situazione che l’individuo sa essere sproporzionata rispetto al pericolo reale che quell’oggetto, attività o situazione effettivamente produce.

Le Fobie

  • Le fobie più comuni sono l’agorafobia (paura degli spazi aperti), la claustrofobia non essere in grado di fuggire rapidamente o di ottenere aiuto in caso di improvvisa paura, normalmente dopo un attacco di panico. Queste situazioni includono andare nei centri commerciali, usare i trasporti pubblici e in genere essere soli.

L’Ossessione e la Compulsione

  • Le ossessioni sono idee, pensieri, immagini o impulsi che sono privi di senso logico che “si intromettono” continuamente nel flusso del pensiero. Anche se una persona può cercare di ignorarle emergono alla coscienza e sono vissute come sgradevoli e indesiderate, possono provocare ansia, senso di colpa o vergogna.

Le Compulsioni

  • Le compulsioni, chiamate anche rituali, sono in genere azioni ripetute, ma a volte sono modelli del pensiero che vengono eseguiti per liberarsi da un’ossessione inquietante. I rituali di solito vengono eseguiti secondo certe regole o in modo rigido e costrittivo, la persona che ne soffre non può farne a meno anche se ne riconosce la loro irrealtà. La persona riconosce che i rituali non sono ragionevoli, ma non è sente in grado di controllarli.

Carattere Ossessivo Compulsivo

  • Le persone che soffrono di Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) tendono a mettere in atto dei rituali, come lavarsi le mani continuamente, ripetere alcune frasi o comportamenti, o controllare continuamente l’ambiente intorno a sé, per sbarazzarsi di ossessioni spaventose.

Le Fobie e le Ossessioni in cosa si differenziano?

  • Le ossessioni sono sempre presenti nella mente della persona che ne soffre, anche nel sonno; le fobie possono nascere solo in presenza di un particolare stimolo.

E’ più grave essere malati di fobie o di ossessioni?

  • Chi soffre di fobie, quando non sono presenti le situazioni-stimolo che generano l’attacco di panico, è in genere una persona normalmente adattata, in grado di condurre una vita ‘normale’. Al contrario l’ossessivo è continuamente afflitto dalle sue idee angoscianti, che lo tormentano in qualsiasi momento della giornata ed anche di notte, lasciandolo insonne

Trattamento

Sia le fobie che il disturbo ossessivo compulsivo possono essere trattate con molto successo con l’intervento psicoterapeutico.

Disturbo ossessivo compulsivo e omicidio

  • Se il disturbo Ossessivo Compulsivo si sviluppa in una struttura caratteriale con un tratto Border o Prepsicotico o Psicotico, può supportare istinti omicidi o suicidi che sono sempre presenti anche se latenti. Citiamo il caso dell’omicidio di John Lennon e rimandiamo alla letteratura in merito.
  • L’omicidio di John Lennon venne commesso la sera di lunedì 8 dicembre 1980 quando il celebre musicista britannico venne colpito da 4 proiettili sparatigli alle spalle da Mark David Chapman

La malattia mentale di Chapman e le ossessioni compulsive

  • L’omicidio di John Lennon  venne commesso lunedì sera 8 dicembre 1980 quando il celebre musicista inglese venne colpito da 4 proiettili sparatigli alle spalle da Mark David Chapman, un fan squilibrato con disturbi ossessivi.

Bibliografia

  • Gilliéron E. (1995)– Il primo colloquio – Borla
  • Lowen A. (2013)- Bioenergetica. Feltrinelli
  • De Benedetti – Alienazione e personazione – Giovanni Fioriti Editore
  • Mc Williams N. (2012) – La diagnosi Psicoanalitica. Astrolabio
  • Manuali
  • PDM 2(2018) – PDM – Manuale Diagnostico Psicodinamico. Raffaello Cortina Editore
  • American Psychiatric Association (2014) – DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina Editore
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